La domenica dell’ingegnere civico

Cercherò di essere sintetico, perchè davvero potrei scrivere un tomo di metafisica su questo tema. Meglio contenere la vena creativa.
La domenica, il giorno dell’adunanza catodica, per dirla con i Subsonica, oppure dei supermercati aperti dalle 8 alle 20 per soddisfare le esigenze dei consumatori, per non parlare della domenica del pallone, che già mi piace di più (messaggio subliminale per Andrea Agnelli: se vuoi invitare me ed un paio di amici allo Juventus Stadium non diremo di no).
Ma la domenica può diventare anche un giorno privilegiato per l’ingegneria civica. È il giorno giusto per costruire ponti, ovvero relazioni, per riparare rapporti andati un po’ in malora, per giocare insieme, per esplorare, per celebrare, per ringraziare.
Ci siamo persi il significato della domenica e spesso ci ritroviamo, magari anche inconsapevolmente a lavorare peggio che durante la settimana.

Vi spiego cosa faccio io la domenica mattina, così, giusto per essere concreto.
Mi alzo faccio colazione, poi magari guardo i gol della Juve del sabato sera e li contemplo. Poi suono un po’ il pianoforte per la gioia dei passanti e quindi mi reco verso la piazza per incontrare un po’ di gente (non si sa mai che qualcuno mi offra un caffè). Quindi verso le dieci e mezza entro in chiesa a espletare la mia mansione di Kapellmeister. Mi ispiro a J. S. Bach ma non sono così bravo con l’organo a canne – in effetti non ho mai avuto un buon rapporto con le canne. Poi solitamente arrivano dei cari amici armati di chitarra e microfono e cominciamo a provare per sostenere il canto per la liturgia, cercando di coinvolgere bambini, giovani e meno giovani. Come diceva Sant’Agostino… chi canta prega due volte! Sicuramente l’audience della preghiera (Chiunque esso sia) apprezza di più una melodia e un’armonia consoni, quindi si spera che ci esaudisca meglio.

Ecco bello pronto il progetto di ingegneria civica. Ancora siamo ai primordi, ma chissà che tra qualche tempo non nasca un vero e proprio coro. Il progetto non richiede risorse esorbitanti e può portare a ottimi risultati riscontrabili con indicatori qualitativi e quantitativi.
Il canto corale, che tra l’altro pratico con grande piacere anche nel coro ANA di Aviano, ha un significato simbolico mica da poco per l’ingegnere civico, in particolare se si tratta di musica polifonica. Il fatto che le diverse parti, e i diversi registri vocali, si combinino insieme per realizzare un’armonia, rappresenta una meraviglia della fisica. Il paragone con l’armonia nelle relazioni, in qualsiasi situazione in cui diverse persone si trovano a dover trovare la giusta sintonia per vivere insieme, è immediato. Inoltre il cantare insieme è una formidabile attività di team-building, consigliabile a qualsiasi organizzazione che voglia creare un gruppo affiatato.

Post Author: Marco Gabelli

Il primo ingegnere civico della storia. Capo scout brevettato e musicista per diletto. Ho vinto le olimpiadi della matematica nel 2000 per la Provincia di Pordenone. Sono il Kapellmeister della Parrocchia di San Zenone ad Aviano.

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