Panem et circenses

I romani, che erano dei grandi ingegneri civici, l’avevano capito duemila anni fa. Avevano capito che per tenere unite le masse era necessario che il popolo avesse la pancia piena e fosse distratto da fenomeni ludici quali le attività circensi.

Adesso le cose non sono poi così tanto cambiate. Per rimanere all’interno dei nostri confini, pur essendoci dei problemi gravi a livello di collettività, quali la mafia, il mal costume, la corruzione, il dissesto idrogeologico etc. tutto sommato siamo contenti perchè abbiamo la gastronomia migliore del mondo, e perchè c’è il campionato di calcio.

Un personaggio politico che aveva capito molto bene il significato di “panem et circenses” era Silvio Berlusconi. In realtà lui avrebbe inserito un terzo e un quarto elemento alla formula: la la tv e la gnocca. Ma non vado troppo oltre perchè ci potrebbero essere bambini che leggono e potrebbero non capire.
In ogni caso dopo quasi un ventennio (!) di strapotere tra Milan, Mediaset e Bunga Bunga sembra che non gli butti più tanto bene.

E il sottoscritto non è esente da tutto ciò. Mi ci metto dentro anch’io nella massa. Anch’io sono innamorato della bruschetta, in particolare quella di Cinzia dello Small Pub a Marsure; anch’io sono innamorato pazzo di una donna e mi piace flirtare scherzosamente con le altre (in modo innocente); anch’io sono appassionato di calcio e per me la Juventus è quasi una fede religiosa.

Due parole ancora sulla Juventus. Al di là del fatto che sia la mia squadra del cuore penso che sia portatrice di un carisma, di una storia e di valori, che non hanno pari al mondo. La società deve essere consapevole di questo. Non voglio dire che non abbiamo mai sbagliato. Abbiamo pagato per i nostri sbagli e forse ne faremo ancora. Sognavo il triplete a Milano e così non è stato. Ma i ragazzi sono stati bravi lo stesso. Ci proveremo ancora.
Ecco una proposta di ingegneria civica. Mi ricordo che tanti anni fa non si poteva giocare con più di tre stranieri in campo (ai tempi di Van Basten e co.). Sarebbe bello se ogni squadra di serie A dovesse obbligatoriamente giocare con tre dilettanti in campo. Cosa ne pensate?

Con quello che ho scritto non voglio demonizzare niente. Ma sarebbe bello se vivessimo questi svaghi come degli svaghi e non come qualcosa che ci fa dimenticare i veri problemi del nostro paese e del nostro pianeta. Anche questo è ingegneria civica.

Post Author: Marco Gabelli

Il primo ingegnere civico della storia. Capo scout brevettato e musicista per diletto. Ho vinto le olimpiadi della matematica nel 2000 per la Provincia di Pordenone. Sono il Kapellmeister della Parrocchia di San Zenone ad Aviano.

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