Utopia fatta in casa

Davvero non riesco a sopportare il modo di dire secondo cui parlare di “Pace nel Mondo” sia equivalente a discutere del sesso degli angeli. Quando sento che qualcuno usa questa espressione mi infervoro, mi arrabbio e si scatenano delle reazioni biochimiche dentro di me che non mi fanno stare bene. Secondo il mio modesto parere, in questo particolare periodo storico, è quanto mai urgente parlarne, per comprendere quello che è successo nel passato, quello che sta succedendo nel presente e quello che potrebbe succedere nel futuro. Ho come la vaga impressione che ci sia qualcuno che abbia più a cuore che si parli di moda, di talent show e altre amenità piuttosto che la gente comune diventi consapevole di dinamiche sociali perverse e possa in qualche modo introdurre delle “anomalie” nel sistema.

Anche qui voglio fare riferimento alla Costituzione più bella del mondo, che all’Articolo 11 dichiara:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Quante volte consideriamo queste solo come delle belle parole. Dovremmo tatuarcele sulla pelle, caspita! Siamo abituati a considerare la Pace come “assenza di guerra”, ma per la vera realizzazione della persona umana (quella di ognuno di noi) dobbiamo passare all’azione. Non basta essere non violenti in senso passivo, ma sarebbe bello se tutti, nel nostro piccolo, promuovessimo e favorissimo iniziative di pacificazione a tutti i livelli
La Costituzione è solo un esempio, ma in diversi contesti esistono “regole” che, se prese davvero sul serio, trasformerebbero il nostro mondo in un Paradiso in terra. Tra quelle che conosco meglio ricordo la Legge scout ad esempio, alle regole monastiche e alla universalissima Regola d’Oro

“Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”:
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Di sicuro ogni uomo e donna di buona volontà potrà fare riferimento ad una “Regola” a suo piacimento.
Non c’è niente da inventare, la Pace non è qualcosa di complesso. Fare riferimento a grandi figure del passato può essere d’aiuto. Possiamo provare a pensare a questi uomini e donne non come a dei Supereroi, ma come gente che ha avuto la fortuna di ricevere una Chiamata, ha saputo vincere sè stessa e ha avuto il coraggio di andare fino in fondo. Si tratta di modelli che andrebbero studiati forse un po’ di più nelle aule di scuola. La Chiamata è rivolta anche a noi, ma spesso siamo occupati a pensare ad altro e non ascoltiamo nemmeno i messaggi della Segreteria.
I miei Fab4 sono, in ordine sparso: Chiara Lubich, Lord Robert Baden Powell, Padre Marco d’Aviano, San Francesco d’Assisi. Li ho scelti tra tanti perchè sono stati tra i grandi del passato che hanno avuto l’impatto più importanti sul mio percorso. Ognuno può scegliere i suoi e le sue. Sarebbe bello che i bambini raccogliessero le figurine di questi personaggi, ma forse è un’utopia. E magari insieme a questi uomini giusti anche noi potremo un giorno formare tante costellazioni.

La Pace è qualcosa di semplice, ma richiede dei requisiti imprescindibili. Non possiamo costruire pace se siamo in contraddizione con noi stessi. Quando ci sono dei conflitti interiori o delle situazioni non risolte con le persone più prossime a noi ogni nostro discorso sulla pace è un’illusione, prima di tutto per noi stessi
La Pace è qualcosa che si può (e forse si deve) fare in casa!

11 settembre 2001

Siate coraggiosi

Cosa stavate facendo esattamente 15 anni fa alle 15 del pomeriggio ora italiana?
Io stavo suonando il pianoforte in biblioteca per prepararmi ad un esame del Conservatorio quando ho appreso la notizia. Per la prima volta in vita mia ho avuto la netta impressione che fossimo entrati in guerra.
Nei giorni a seguire i telegiornali erano completamente occupati dalle bombe contro il cuore dell’America, dalle storie dei superstiti e degli eroi che hanno salvato la vita a molti
Di sicuro l’11 Settembre 2001 è una data che ha segnato uno spartiacque nella storia moderna e può benissimo considerarsi, a mio modo di vedere, come il vero inizio del XXI secolo.

Sono passati 15 anni. I nomi sono cambiati, i talebani e Bin Laden sono stati uccisi, ma in pratica non si è risolto niente e, anzi, forse per l’Europa la situazione è notevolmente peggiorata.
Ma di fronte all’impotenza c’è secondo me una via d’uscita: il coraggio!

Il coraggio non è solo assenza di paura, è qualcosa di più. Se saremo coraggiosi le bombe dell’ISIS ci sembrerannno come poco più che petardi e il Califfato Nero scomparirà nel nulla.

E infine esiste un altro 11 Settembre che vale la pena di menzionare. Nel 1683 si è combattuta la battaglia di Vienna che ha reso famoso il mio omonimo concittadino Marco D’Aviano. Vi segnalo il film di Renzo Martinelli.

E non lo faccio solo per una personale vanagloria, ma perchè credo nella grandezza di quest’uomo, conosciuto meno di quanto meriterebbe. Noi stessi avianesi non abbiamo forse nemmeno l’idea dello spessore di questo cappuccino, e lo snobbiamo, quando dovremmo solo andarne orgogliosi.
Marco d’Aviano sarebbe stato un grande ingegnere civico.

chiesetta sulla cima del Monte Dobratsch

Alla ricerca del lato positivo

Il titolo prende il nome dal film del 2012 di Russell (trama)

Non ho mai nascosto a familiari e amici quanto il tema della salute mentale mi stia particolarmente a cuore. Forse questo è dovuto alla mia esperienza personale, ma non voglio fare un post strappalacrime, quindi eviterò di raccontarvi la mia storia e cercherò di allargare un po’ la visuale.

In realtà questo è un post sulla guerra e sulla pace.

Sì, perchè una volta la guerra si combatteva sul territorio, in trincee scavate da poveri giovani mandati al macello, basti pensare alla prima guerra mondiale. Più recenti sono gli attacchi aerei, e ne so qualcosa, abitando ad Aviano. Poi le bombe intelligenti, le testate nucleari, le guerre sempre più fredde. Forse è il caso di fermarsi qua, anche perchè ammetto di non essere un esperto in materia.

Quello che è sicuro è che adesso la guerra si combatte nelle teste di tutti noi. Ci deve essere qualcuno al mondo che non ha molto a cuore il fatto che nella nostra testa ci sia Pace. Personalmente ho acquisito una buona esperienza per distinguere se ci sia guerra o pace nella mia testa. Va un po’ a giorni alterni e non è del tutto controllabile. Per fortuna ci sono le parole delle persone che ci vogliono bene ed eventualmente dei professionisti, se serve. Se serve ci sono anche le molecole ad aiutare.

Ma oggi più che mai penso sia giunto il momento per gli uomini e le donne di buona volontà di portare a casa la vittoria una volta per tutte. Sì, il Grande Fratello ha le ore contate. L’ora è venuta per un’esplosione pacifica, un’epidemia di salute mentale che scaccerà ogni paura. Magari ci farà piangere, ma saranno lacrime di commozione. Poi non ci resterà che morire dal ridere.
Se si realizzasse questo sarebbe un capolavoro di ingegneria civica.
Andate in Pace!