Un Mondo, un Paese




Non so voi, ma ultimamente la percezione della ristrettezza dei confini non mi è mai parsa così forte. A parte alcune fortunate e meritevoli eccezioni, ci sono persone che rimangono anche nella stessa regione per un anno intero. A guardare i telegiornali sembra davvero che ci sia un grande fratello che ha molto a cuore che non ci siano delle benefiche contaminazioni tra i popoli, che tutti rimangano rinchiusi a casa con la porta sprangata per evitare che qualche mostro malintenzionato venga a fare razzia di cose e persone.
Mi chiedo se sia sempre stato così. A scuola mi ricordo di aver sentito parlare di grandi viaggiatori, di esploratori. Non voglio dire che adesso non ci siano, ma sembra proprio che navigare al di là del reef sia altamente sconsigliato – strizzo l’occhio a chi ha visto il film Oceania.





Io ho avuto la fortuna di studiare all’estero. A dire il vero a soli 30 km dal confine, a Villach, in Austria. In ogni caso ho potuto respirare un’aria diversa, incontrare persone provenienti da tutti i paesi del mondo; tutti un po’ disorientati come me, in una fase della vita in cui ancora tutto è possibile. Quella stagione, l’estate del 2009, mi ha insegnato che le distanze e le differenze, in tutti i sensi, sono molto relative e vivono molto di più all’interno della nostra mente limitata che nella realtà. E allora facciamo prendere un po’ d’aria ai nostri pensieri. Ho un amico blogger che saprebbe darvi molti buoni consigli in tal senso.





Poi ho la fortuna di vivere in un paese, Aviano, che potrebbe essere considerato un mondo in miniatura. Facile pensare agli americani, ma anche all'”emergenza profughi”, e al mio carissimo omonimo Beato Marco d’Aviano, consigliere dell’Imperatore d’Asburgo e taumaturgo del secolo. Lo definirei un’ottima palestra per l’ingegneria civica. Se si riuscisse a realizzare con successo un “esperimento” ad Aviano questo sarebbe facilmente scalabile a livello mondiale. In questi giorni la campagna elettorale ci ha regalato un antipasto; ci sarà da divertirsi.





Diciamo, con il Gen Rosso e con Guccini, che ci sono dei lavori in corso. Non abbiate paura! Ci vuole pazienza e magari anche la capacità e l’umiltà di mettersi a disposizione per agevolare il cambiamento senza stravolgere quanto di buono c’è già. “Il mondo unito splende qui tra di noi” diceva un’altra canzone. Un pensiero va a Chiara Lubich, che ha donato alla Chiesa il Carisma dell’Unità.
In questo mondo in subbuglio, vedo una prospettiva ed un progetto con un senso, un po’ come se quell’idea di Baden Powell, fondatore dello scoutismo, di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato, stia diventando una realtà concreta.
E allora davvero riusciremo a passare dai confini agli orizzonti.

Post Author: Marco Gabelli

Il primo ingegnere civico della storia. Capo scout brevettato e musicista per diletto. Ho vinto le olimpiadi della matematica nel 2000 per la Provincia di Pordenone. Sono il Kapellmeister della Parrocchia di San Zenone ad Aviano.

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